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Paese Sera Politica


Aeroporto: Pd pratese in rotta collisione con il presidente della Regione

Il consigliere comunale Calussi e il responsabile ambiente Prussi accusano il governatore di “parole non buone per la cortesia politico-istituzionale”


- 18.03.2013
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A pochi giorni dal voto unanime del Consiglio Comunale, prendiamo atto che la collaborazione da parte del Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi sembra venir meno. Le parole sulla declassata non sono parole buone per la cortesia politico-istituzionale.
Noi non siamo contro la grande Peretola perché sogniamo di tornare al traino ed al barroccio, noi siamo e restiamo a favore dello sviluppo infrastrutturale dell’area metropolitana e della toscana centrale ma non possiamo che stigmatizzare con forza scelte non armoniche, non coerenti con lo stesso PIT, non rispettose dell’ambiente, non suffragate da uno studio terzo di fattibilità economica che dica – nero su bianco – che Peretola serve a qualcosa (oltre a costare centinaia di milioni di euro), che Peretola porterà tot posti di lavoro, che da Peretola e solo da lì passa lo sviluppo della toscana centrale.
L’integrazione societaria ed industriale degli scali Pisa e Firenze non può passare dalla edificazione di un sosia fiorentino dell’originale pisano. L’integrazione dei due scali, con Pisa hub e Firenze city-airport, passa dalla destinazione delle risorse alla mobilità non aerea: autostrada, Fi-Pi-Li, Firenze-Siena e (ancor prima) una ferrovia degna del 21mo secolo dove l’alta velocità – possibilmente – non sia un sogno alla portata di pochi fortunati che vivono nei pressi dell’autostrada del sole ma una modalità ordinaria di spostamento.
Dire “no” alla pista parallela convergente, così come noi in questo caso diciamo “no”, significa aprirsi alle istituzioni coinvolte in Consiglio comunale a Prato, istituzioni che rappresentano quasi 400mila persone,  significa dire alla città ed ai suoi attori principali che non esiste una sola strada possibile per lo sviluppo e per il futuro; significa palesare tutti i documentati e documentabili dubbi di una colossale impresa che costerà lacrime, sangue e milioni di euro ai cittadini toscani (già, perché l’aumento di capitale della società unica di gestione dei due scali non sarà indolore per l’azionista Regione).
Prato deve giocare un ruolo attivo nell’area metropolitana, sfruttando i suoi macrolotti, il suo interporto e la sua baricentrica posizione lungo l’asse da Firenze a Pistoia per proporsi come un nuovo e vero polo attrattore d’investimenti e di risorse per far ripartire il distretto. Per giocare quel ruolo ha bisogno che la Toscana non la consideri uno scalo verso lidi più nobili bensì uno snodo strategico ed invece cosa accade? Accade che la Prato-Signa scompare dal progetto della Regione, per quanto sia approvata e prevista da anni.  uanto siquant

I segnali non sono affatto positivi ma continueremo a dire la nostra, in sede istituzionale e politica, alcun mezzo previsto sarà escluso. Ci auguriamo che il voto del Consiglio regionale segni un cambio di passo  e che dimostri che la politica, quella buona, ancora esiste ed è vicino alla gente: vi è un solo modo per farlo, ovvero stralciare dalla variante al PIT l’opzione ampliamento di Peretola, un’opzione che capiscono soltanto quelli del triangolo fiorentino, come direbbe il Sindaco Gianassi, il Sindaco di Firenze (che fa il suo) e pochi altri. 


Maurizio Calussi,
Consigliere Comunale e Responsabile Urbanistica e Mobilità PD Prato

Matteo Prussi,
Responsabile Ambiente PD Prato


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